venerdì 16 aprile 2010, ore 21,15
Rapsodi gruppo fonografico compagnia di prosa
MANI IN ALTRO
di Luca Bombardieri e Tommaso Pippucci
con Luca Bombardieri, Tommaso Pippucci e Duccio Ancillotti
orchestre e dj sul palco: Duccio Ancillotti
regia di Leonardo Brizzi
musiche in scena di Sidney Bechet, Villoldo, Ernesto Lecuona, Ederaldo Gentil, Jorge Renan Salazar, Elba Ramalho, Celedonio, Pepe, Celin e Angel Romero
Vincitore Concorso Emergenze Creative 2009 – Comune di Firenze
Finalista Premio Nuove Sensibilità 2008 – Festival Teatro Italia, Napoli
Mani in altro è uno spettacolo che punta in altro, che mira altro, di altra cultura e che non è stato imposto dall’altro.
Questo spettacolo si presenta come una farsa buffa e musicale e ancora più di Trompe l’oeil, trompe l’oreille, la precedente produzione del gruppo andata in scena nel 2006-2007, intreccia la scrittura satirica alle forme del dialogo, dello skecth, del monologo paradossale e della canzone.
Lo spettacolo richiama quindi il teatro comico di tradizione farsesca e nella scrittura scenica sono sensibili gli echi di un Assurdo che rimbalza dalle macchiette di Petrolini alle Commedie in due battute di Campanile fino al teatro di Bergonzoni.
La lingua, capovolta e fatta di allusioni è tutta regolata sul gioco, e, al pari degli episodi che i tre personaggi, improbabili e vaganti eroi un po’ cavallereschi via via vivono sulla scena, conduce letteralmente lo spettatore attraverso un irresistibile percorso a tranelli.
Nella sua sarabanda di musica e parole, Mani in altro invita gli spettatori ad una cena in cui si servono gran portate di afflitto misto, angosce di pollo e di coniglio, inconsci di cinghiale, e torti marci della nonna. E che a mandar giù tutto non basta l’amaro Averno. Quindi li trascina ad una festa di cozze, e poi durante il viaggio di cozze, in giro per uno zoo di meraviglie, lo spermatozoo: pieno di bestie che potrebbero essere ma forse non sono, che potrebbero essere qualcosa ma forse sono qualcos’altro. Ci sono le poche (bestie di mare in via d’estinzione), gli impiccioni (che infestano piazze e conversazioni), il condom, rapace per rapporti protetti e sicuri, la lontra (da cui l’omonima città), il facchino, il consiglio, il visione.
In circa un’ora e un quarto, lo spettacolo induce gli astanti a chiedersi come sarebbe il mondo se davvero la legge fosse ovale per tutti, a porsi il problema idraulico-esistenziale del “tubi or not tubi”, a domandarsi impauriti che cosa porterà mai quest’anno ai propri bambini il temibile Babbo Fatale e, infine, a squagliare la prima pietra oppure a mettere… le mani in altro.
Insomma: Mani in altro è uno spettacolo consigliato a grandi e piccini che serve per fare alienamento e per mantenersi in forse.