Giovedì 5 gennaio presso LE TORRI DELL'ACQUA, ore 21,00
ANTEPRIMA NAZIONALE
Gli Incauti in
Hamelin di Juan Mayorga
regia di Simone Toni
con Luca Carboni
Federica Castellini
Marco Grossi
Diana Manea
Stefano Moretti
Giulia Valenti
traduzione Manuela Cherubini
scene di Alessandra Gabriela Baldoni
luci di Fiammetta Baldisserri
musiche Giacomo Toni
consulenza musicale di Lucia Toni
assistenti alla regia Diana Manea e Marco Grossi
prodotto in collaborazione con ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il sostegno del Comune di Budrio-Teatro Consorziale e di Le Torri dell'Acqua
e con il contributo di Camst e Unindustria Bologna
"Il pifferaio di Hamelin" o il "pifferaio magico" è una famosa fiaba in cui si racconta di una città invasa dai topi messa in salvo da un pifferaio che con la musica del suo flauto fa scappare tutti i topi. La città non mostra riconoscenza nei confronti del pifferaio e così lui si porta via tutti i bambini.
Mayorga prende spunto da questa fiaba per raccontarci una storia di estrema attualità, un caso di pedofilia. Il suo interesse non è quello di individuare e condannare il colpevole, quanto di svelare una società che, nella sfrenata corsa verso il successo e l'affermazione di sé, dimentica i bambini. In questo caso infatti non sapremo mai chi ha usato maggiore violenza a Gianmaria: il presunto pedofilo, il giudice, la psicologa o la casa famiglia a cui è affidato. Mayorga, che nei suoi testi propone sempre situazioni teatrali interessanti, in Hamelin fa narrare la storia ad un didascalista, che racconta tutto quello che non si vede, suggerisce azioni e movimenti agli attori, descrive la scenografia che non c'è e gli effetti luce che sarebbero più appropriati e che lo spettatore può immaginare. In questo modo il testo parla anche della crisi del teatro e della cultura che stiamo vivendo.
Juan Mayorga è uno dei drammaturghi contemporanei più rappresentati al mondo, ancora poco conosciuto in Italia. La sua opera riesce ad essere pungente e acuta nel descrivere l'attualità senza rinunciare alle emozioni, che nelle sue opere sono veicolate da una poetica piena di personalità.
Nato nel 1963, Juan Mayorga è il drammaturgo spagnoli più rappresentativo della sua generazione, impegnato in una rilettura del passato alla luce del presente e nel confronto con gli odierni problemi del reale senza soggiacere ai canoni del realismo, ma con grande attenzione ai valori della parola e a un relativismo che lascia la strada aperta alla libertà di interpretazione dello spettatore. Ne sono specchio le quattro commedie della sua maturità, scritte tra il 2003 e il 2006, Hammelweg, Animali notturni, Il ragazzo dell'ultimo banco e Hamelin.
Nota
<<Il pifferaio di Hamelin per me è sempre stata una fiaba "di paura". Una fiaba nella quale una città riceve il peggiore dei castighi. Sì, sì lo so che ce n'è una versione men spaventosa: per dare una lezione all'avaro sindaco, il musicista si porta via i bambini; il buon poplo si ribella all'ingrato, che paga ciò che aveva promesso; i bambini ritornano e Hamelin torna a sorridere. Anch'io ho sentito mlte volte questa versione, senza mai riuscire a crederci fino in fondo. Fino a quando qualcuno mi raccontò la fiaba in un altro modo: tutti gli abitanti di Hamelin condividono la colpa e gli innocenti non tornano più. La versione inclemente della fiaba è più verosimile e rassomiglia di più al mondo nel quale viviamo. Nel nostro mondo i bambini sono i primi a pagare. In questo senso, l'Hamelin che non sa proteggere i suoi bambini è come tante città del nostro mondo. Decisi di raccontare la fiaba di una di queste città. Tuttavia quando all'inizio cominciai a pensarci, alle sue diverse ambientazioni, ai suoi svariati personaggi, mi vennero dei dubbi: "Questo è cinema", mi dissi. "Questo non è teatro". L'affermazione "questo non può essere teatro" prende le mosse da una visione riduttiva del teatro, della quale, forse, siamo in buona parte responsabili noi che facciamo teatro. Abbiamo abbandonato tante trincee, tante posizioni, che il teatro si è ridotto a sembrarci inadeguato a rappresentare se non una piccola parte dell'esperienza umana. Davanti all'affermazione "questo non può essere teatro" bisogna opporre l'affermazione che il teatro può rappresentare tutto. Sempre che non si tradisca la sua origine. L'origine del teatro, la sua forza maggiore, è nell'immaginazione dello spettatore. Mio padre mi raccontò che andava in una scuola tanto povera che doveva portarsi la sedia da casa. Hamelin è un'opera teatrale tanto povera che ha bisogno che lo spettatore metta, con la propria immaginazione, la scenografia, i costumi e molte altre cose. In cambio, gli offre la possibilità di entrare in una fiaba, dal "c'erano una volta" fino al "vissero tutti felici e contenti". La fiaba di una città che non ama bene i suoi bambini. Guarda caso la fiaba di questa città.>>
Juan Mayorga (da Juan Mayorga, Teatro, Ubulibri, 2008)