Teatro Consorziale di Budrio

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04/11/2006

SEI BRILLANTI di Paolo Poli

Sabato 4 e domenica 5 novembre (prevendita dal 31 ottobre).

Prosa
Il logo della prosa

Sabato 4 e domenica 5 novembre (prevendita dal 31 ottobre)
Produzioni Teatrali Paolo Poli
Prima Nazionale
SEI BRILLANTI
Giornaliste Novecento commedia in due tempi di Paolo Poli da Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti
con Paolo Poli, Alfonso De Filippis, Giovanni Siniscalco, Alberto Gamberini e altri attori
regia Paolo Poli
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
musiche Jacqueline Perrotin
aiuto regia e coreografie Alfonso De Filippis

 

Sei brillanti, titolo riferito alla mezza dozzina di firme femminili composta da Maria Volpi Nannipieri in arte Mura ("Un nome-marchio come quello di Mina"), Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi e Elena Gianini Belotti.

Sei giornaliste del Novecento, dagli anni '20 agli anni '80 figurano nello spettacolo con brevi racconti sceneggiati pubblicati dalle autrici in quegli anni.

Mura ci trasporta nel chiuso di una esperienza erotica tutta al femminile dal titolo "Perfide"; Masino con "Fame" ci descrive la crisi del '29 e Brin nelle sue "Visite" racconta le allucinate miserie del dopoguerra. Nella seconda parte dello spettacolo Cederna col suo "Lato debole" del '60 ci parla di moda e di modi di vivere, Aspesi in "Lui visto da lei" ci prospetta la figura dello scapolo in rapporto alla famiglia italiana e Belotti con "Adagio poco mosso" presenta una figura di vecchietta serena e risentita.

Le voci di queste giornaliste si alternano variamente in un gioco frizzante e imprevedibile nell'ottica generale di una narrazione caustica, ma emblematica di una società in continua evoluzione. A fare da contrappunto ai vari episodi drammatici ecco le musiche delle canzoni delle varie epoche dal '20 all' '80 evocanti il tabarin, l'infanzia abbandonata, la voce della Radio, il mercato nero, le saghe popolari, la ricostruzione, il mondo degli animali e i caserecci festivals canori. Le scenografie di Luzzati si ispirano ai maestri della pittura novecentesca e i costumi rutilanti di Calì sottolineano spiritosamente gli ironici arrangiamenti musicali di Perrotin. Accanto a Poli in scena appare un allegro gruppo di attori abilmente mossi dalle coreografie di De Filippis.

"Le ho sempre adorate, io, le donne. In certi momenti sono più intelligenti degli uomini, salvo quando mirano alla famiglia, al nido, al "bentornato", alla salsetta: allora preferisco la solitudine" (Paolo Poli)