Teatro Consorziale di Budrio

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10/12/2005

GIOVANNA D'ARCO

Sabato 10 e domenica 11 dicembre (prevendita dal 6 dicembre).

Prosa
Il logo della prosa

Sabato 10 e domenica 11 dicembre (prevendita dal 6 dicembre)
Marina Spadaro per Visavis
GIOVANNA D’ARCO  Testo di Elsa Scudieri, elaborazione di Monica Guerritore
Da “Gli Atti del Processo” “Giovanna D’Arco” di Maria Luisa Spaziani, “De Immenso” di Giordano Bruno, da "La Potenza del falso" di Arturo Mazzarella
con MONICA GUERRITORE

 
foto di Monica Guerritore

Monica Guerritore nel personaggio di Giovanna, guerriera, donna di ferro più che di cuore...
Giovanna D'Arco si racconta a noi attraverso la sua perfetta semplicità...
Monica Guerritore si accosta, al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell'Anima che si fa azione attraverso lo spirito. Dimenticandone l'immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, diventa la visibile intelligenza del divino incarnando nelle sue opere il mondo triplex del De Immenso di Giordano Bruno: "Dio, Natura, Uomo". Viva come risultano vive e compagne di Giovanna le immagini proiettate dei martiri che come lei hanno dato la vita per l'idea di libertà: Che Guevara, Yan Palach...piazza Tienammen. L'importante partitura musicale accosta in grande libertà i Carmina Burana di Orff, all'adagio per archi di Barber, a Tom Waits. La musica crea una risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte. Senza rimanerne distanti.
Un' idea che la Guerritore accarezzava da tempo. Interpretare Giovanna d'Arco e le sue "voci", senza enfasi né retorica. Al di là delle interpretazioni generate nel tempo e senza tuttavia prescindere da esse. Convinta che un assenso appassionato al personaggio, presupponga d'altra parte uno studio approfondito e una ricerca documentata. Si tratta di un «umile avvicinamento alla pratica» di questa figura, che deve essere indagata «dall'interno», la prima fase di un percorso che reclama un ulteriore sviluppo. Complici i versi del poema in ottave di Maria Luisa Spaziani, l'attrice racconta una Giovanna «visionaria e poetica, strumento di Dio e del divino presente in ognuno di noi», animata da un coraggio consapevole e contagioso, che vive e combatte per il popolo francese, su cui esercita un irresistibile richiamo. «Il suo furore divino, non la follia, è la sua straordinaria modernità. E quella forza anarchica e rivoluzionaria che porta con sé e che comunica agli altri». Non un'esaltata, non una fanatica dunque, né un'isterica ribelle all'autorità costituita, come la vorrebbe il recente film di Luc Besson, ma un mezzo di libertà per il suo popolo assediato, «che nelle sue opere anticipa e incarna il mondo triplex, dio natura uomo, tematizzato poi da Giordano Bruno». Al suo De Immenso, oltre ai versi della Spaziani e a Gli Atti del Processo, si rifà il testo di Elsa Scudieri che, alla voce femminile di Giovanna, una «forza che trascende il suo sesso», oppone le quattro voci maschili del Tribunale, il Grande Inquisitore (Pietro Biondi), Jean Le Maistre (Enrico Zaccheo), Jean Graverent (Stefano Artissunch), Beaupère (Raffaele Latagliata). Parte integrante della drammaturgia le immagini video-proiettate a cura di Zaccheo: molto più di semplici suggestioni visive, sono qui lo strumento attraverso cui Giovanna rivive nella nostra epoca, ora compagna di ribellione e di speranza di Che Guevara, di Jean Palach, o di quel giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carrarmato, ora calata nel sogno di Martin Luther King. Parallelamente, la partitura musicale di Paolo Astolfi accosta con la massima libertà i Carmina Burana di Orff all'Adagio per Archi di Barber, a sonorità a noi più vicine come il rock underground di Tom Waits o a musiche da film come Truman Show e Gosford Park.