domenica 1 novembre 2009, ore 16.30 (prevendita dal 31 ottobre)
TEATRINO DELL'ES
"Bertoldo, Bertoldino e l'allegra brigata"
Testo di Medardo Vincenzi
Regia: Vittorio Zanella
Musiche: Mario Gasperi
Scenografie: Angela Pampolini
Animazione: Vittorio Zanella, Rita Pasqualini
Tecniche: burattini, pupazzi, teatro in nero.
Fascia d'età: dai 4 anni
Bertoldino della Zena, Sandrone l'Astuto, altri minori personaggi - in compagnia dei più noti Marcolfa, Bertoldo e Bertoldino - celebrano il loro autore Giulio Cesare Croce che ebbe la felice ventura di metterli al mondo all'incirca nel trentennio fra il 1575 e il 1605. Alla corte di un improbabile Re Alboino (re dei Longobardi a Verona), in realtà fra le zolle del contado bolognese sul finire del secolo sedicesimo, nascono lazzi, frizzi, avventura e disavventura di tali personaggi turbolenti e amabili, a ben guardare in perfetta sintonia con le coordinate culturali dell'epoca: imprese da romanzo cavalleresco, trasgressioni picaresche, rigori della Controriforma, ecc. Usciti da libri, libelli e cantafavole del Croce i nominati personaggi incrociano variamente le loro biografie eroicomiche così da ricostruire le gesta di una Cavalleria agreste al tramonto, zotica ma arguta, molto cara alla vena comica del persicetano Giulio Cesare Croce il quale fu, e non va dimenticato, anche un autore erudito, ma in ogni circostanza non nascose l'assidua predilezione per la risata volendo perfino suggellare l'autobiografia in rime col verso che era stato un programma di vita: "E non mi parto mai dal dir burlesco". Re Alboino invita a palazzo (una baracca con 4 boccascena a forma di castello) Bertoldo per una gara d'intelligenza ed arguzia nella quale è Bertoldo ad avere la meglio. Una guardia a cavallo (attore con maschera e pupazzo in mezzo al pubblico) trasporta a palazzo anche la moglie Marcolfa e il figlio Bertoldino ai quali il Re regalerà una nuova casa e delle monete d'argento. Bertoldino per nasconderle le getterà nel lago alle oche che gli gridano "qua, qua, qua!" e combinerà altre marachelle e malestri allietando con la sua ingenuità il Re, la Regina, tutta la corte e i bambini del pubblico.