Forse l'indizio preclude l'inizio,
forse l'inizio è altro,
forse l'altro è arto superiore,
come le mani in altre faccende comprese ad indicare un segnale, un richiamo, un gioco.
Vorticosa-mente, legger-mente, abbondante-mente, sinuosa-mente, musical-mente, il senso si dilata e si comprime in una respirazione che si fa via via sempre più eterea, per raggiungere quella leggerezza non superficiale di calviniana memoria.
Tre personaggi si cercano, autori/attori di se stessi e di una realtà virtuale apparente e concreta; nel trovarsi si muovono attorno alla fantasia del significato e dell'immaginazione possibile. Seguendo la partitura musicale, accompagnano il pubblico dal “recitar cantando” fino ad un maestoso “allegro con fuoco”.
Una visione del mondo e della vita assolutamente nuova e affascinante dove è necessario chiedersi “se l'influenza in arrivo fosse supina invece che suina?” oppure “potrebbe l'unità cinofila della polizia di stato passare il tempo a guardare film?”
Credo sinceramente che le uniche note di regia allo spettacolo non possano che essere le seguenti:
Potrà mai qualcuno squagliare la prima pietra?
Penso proprio di sì.
Leonardo Brizzi