Teatro Consorziale di Budrio

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01/01/2009

IL PAESE DEI CAMPANELLI

giovedì 1 gennaio 2009, ore 16,30 (prevendita dal 29 novembre)
Con brindisi augurale

Operette
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Compagnia Italiana di Operette

IL PAESE DEI CAMPANELLI
Musica: Virgilio Ranzato - Carlo Lombardo
Librettista: Carlo Lombardo
1°ma Esecuzione: Milano, Teatro Lirico, 23 novembre 1923

Personaggi     Interpreti
Bon Bon - ELENA D´ANGELO
Nela - IRENE GENINATTI CHIOLERO
Pomerania - MARIA TERESA NANIA
Ethel - MONICA EMMI
La Gaffe - UMBERTO SCIDA
Hans - ALESSANDRO DIMASI
Attanasio - ROCCO MAGNOLI
Tarquinio - ARMANDO CARINI
Basilio - STEFANO CENTORE
Tom - STEFANO CARUSI
John - SERGE POGGI
Nansen - LUCA SANTAMORENA

Direttore d'Orchestra ORLANDO PULIN

Maestro Collaboratore Stefano Nozzoli - Claudia Mariano
Regia e Coreografia Serge Manguette

 
FOTO DI SCENA DEL PAESE DEI CAMPANELLI

Il Paese dei Campanelli è un'operetta scritta da Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.
Fu composta nel 1923 ed andò in scena il 23 novembre di quello stesso anno al Teatro Lirico di Milano. Già il giorno dopo la prima rappresentazione, mezza città fischiettava i motivi più indovinati. Ancora oggi sono in tanti a conoscere, e magari fischiettare, l’arcifamoso “Fox della Luna”, motivo che, come l’intera operetta, gode di una lunga giovinezza. A determinare il successo de Il Paese dei Campanelli - ambientato su un'isola di fantasia dell'Olanda - fu da subito la ricchezza di riferimenti esotici, accentuati da frequenti richiami e ai fiori e all'astro notturno muto testimone degli innamorati, abbinata peraltro ad una sostanziale semplicità di ambientazione (un villaggio di pescatori, con tanto di birreria e popolane intente al ricamo sulla piazza principale).

Trama
L'intreccio è molto semplice e ruota intorno ad una vicenda di incroci multipli di coppie, peraltro trattata con leggerezza e bonaria ironia.
In una immaginaria isola olandese esiste il paese dei campanelli. Nella località - governata da un borgomastro e consiglieri comunali creduloni - le abitazioni hanno sopra la porta un campanello magico inattivo da sempre ma che per motivi misteriosi secondo una leggenda potrebbe suonare nel caso in cui all'interno della casa l'angelo del focolare cadesse nella tentazione di compiere un adulterio.
A seminare il disordine arriva una nave militare inglese, costretta all'attracco nel porto dell'isola da un incendio sviluppatosi a bordo. Gli ufficiali e i marinai scendono a terra e subito cominciano a corteggiare le graziose donne del paese e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile : il comandante Hans fa suonare i campanelli con Nela, moglie di Basilio, il marinaio Tom con la bella Bombon, consorte di Tarquinio ed il buffo La Gaffe, per un imperdonabile errore, con Pomerania, la donna più brutta del paese, sposa del borgomastro Attanasio. La legenda dice che se un giorno (il 21 giugno) ogni cento anni i campanelli resteranno muti non suoneranno mai più. Quel giorno cade proprio durante la sosta degli ufficiali. Tutti sono avvertiti; nessuno vuole trasgredire l'impegno... ma c'è La Gaffe che col nome che si ritrova, suo malgrado riesce a rovinare tutto!
La Gaffe continua a fare “gaffes” : la prima è quella di rivelare a Nela che Hans è già sposato; la seconda, e decisiva, è di far arrivare in paese, per un malaccorto scambio di telegrammi, tutte le mogli dei marinai, a cominciare da Ethel, la signora del comandante. E la storia si ripete, ma questa volta a far suonare i campanelli sono le mogli dei cadetti con i pescatori Attanasio, Basilio e Tarquinio. Lo scampanellìo, a quel punto, sarà totale ma, come in ogni operetta che si rispetti, la quadratura del cerchio e il lieto fine - complice la languidezza della musica - sono dietro l'angolo, appena prima del calar del sipario.
Gli ufficiali ripartono con le mogli e sull'isola per altri 100 anni esisterà ancora l'incubo dei campanelli,  e Bombon, una donna con un “passato”, non se la prende tanto. Sa bene, infatti, che non bisogna cedere all’amore dei marinai... magari le resterà solo il ricordo di una vorticosa “giava” ballata con La Gaffe mentre a Pomerania resterà il ricordo di essere “piaciuta”. La più disperata è Nela ma ben presto dimenticherà Hans e tornerà ad amare il suo noioso, ma buono, marito. Tutto come prima, dunque, ma c’è da giurare che i campanelli non suoneranno più ?