Teatro Consorziale di Budrio

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31/03/2012

L'ITALIANA IN ALGERI di Gioachino Rossini

Sabato 31 marzo, ore 21,00 (prevendita dal 4 febbraio)
Coproduzione fra i Teatri di Budrio e Cento

Lirica
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Coproduzione fra i teatri di Budrio e Cento

L’ITALIANA IN ALGERI

dramma giocoso per musica in due atti di Gioacchino Rossini
su libretto di Angelo Anelli

con

Josephina Brivio* (Isabella) - contralto
Italo Proferisce* (Mustafà) - basso
Gianluca Pasolini (Lindoro) - tenore
Andrea Zaupa (Taddeo) - basso
Alberto Bianchi (Haly) - basso
Scilla Cristiano (Elvira) - soprano
Olga Benyk (Zulma) - mezzosoprano

Schiavi europei, Marinai
Gianandrea Parmiani, Marco Soccol, Giampaolo Liberti

Femmine del serraglio
Laura Tamburini, Maria Paola Amadei, Angela Amadei

Coro di Eunuchi del serraglio, di Corsari algerini, di Schiavi italiani, di Pappataci
Coro Vincenzo Bellini di Budrio
Maestro del coro Roberto Bonato

Orchestra Bruno Maderna di Forlì
Maestro Direttore e Concertatore Massimo Alessio Taddia

Maestro collaboratore
Lorenzo Orlandi

Scene
Daniela Gullo

Assistenti alle scene
Erasmo Masetti, Irene Pietrella, Matilde Cassarini

costumi
Sartoria Bianchi - Milano

Luci e scenotecnica
Chiara Atti, Matteo Taverna

Segreteria artistica
Erica Bondi

Direttore di produzione
Andrea Bianchi

Regia Giovanni Dispenza

* artisti selezionati con il IX° Concorso internazionale di canto lirico ANSELMO COLZANI

 

Un fatto di cronaca, la bizzarra vicenda di una signora milanese, Antonietta Frapolli, rapita nel 1805 e portata alla corte del Bey di Algeri, Mustafà-ibn-Ibrahim, potrebbe essere stata la fonte del libretto che Angelo Anelli approntò per L’Italiana in Algeri di Luigi Mosca (Teatro alla Scala 1808), libretto che Rossini riutilizzò cinque anni dopo, quando l’impresario del Teatro San Benedetto di Venezia lo incaricò di comporre un’opera buffa. Che Anelli si sia ispirato a una vicenda realmente accaduta non è che un’ipotesi; documentabile è invece l’antichissima tradizione che il tema del “ratto dal serraglio” può vantare nel corso dei secoli.

Trama:
Il Bey di Algeri, stanco della propria moglie Elvira, convince il suo schiavo italiano Lindoro a sposarla offrendogli l’opportunità così di ritornare in Italia e portarla con sé, ma vuole un’italiana. Il corsaro Haly si mette a caccia di una donna per il sovrano e trova Isabella che era stata rapita dai pirati durante le ricerche del suo fidanzato Lindoro.
La donna è in compagnia di Taddeo, irriducibile spasimante, che per non destare sospetti si fa passare per zio. Con fascino e astuzia Isabella soggioga il Bey, ottiene che Lindoro divenga suo schiavo e di nascosto prepara la fuga. Taddeo e Lindoro progettano un inganno per il Bey Mustafà. Gli riferiscono che Isabella ha deciso di nominarlo suo Pappataci, titolo per gli amanti instancabili. Viene organizzata una cerimonia, a cui vengono invitati anche gli schiavi italiani, in cui Mustafà legge i compiti a cui deve attenersi. Il rito al quale deve sottoporsi è mangiare, bere e tacere.
Si avvicina un vascello in cui si imbarcano gli amanti e gli schiavi italiani, Taddeo cerca di avvertire il Bey dell’inganno ma è totalmente immedesimato nel ruolo di Pappataci e si rifiuta di prestare attenzione; non gli resta che imbarcarsi a sua volta. Mustafà esausto delle prove dell’italiana, ritorna dalla moglie.
La morale è che se una donna lo desidera è capace di ingannare chiunque. Doppia è l’umiliazione del Bey, abbandonato dalla sua donna dei desideri, rimanere con una moglie ormai non più sottomessa.

Se Stendhal definì l'opera come "la perfezione del genere buffo", il violinista tedesco Louis Spohr arrivò a giudicarla addirittura "diabolica". Quest'ultima definizione venne dalla stupefacente modernità della musica di Rossini, che evidentemente spaventava i contemporanei ancora in cerca del pacato sarcasmo settecentesco. Rossini invece rese giustizia al libretto di Angelo Anelli, già musicato da Luigi Mosca, facendone uscire uno spettacolo dai toni a dir poco esilaranti. Il ritmo, le situazioni, i concertati alienanti, il sentimentalismo, la genialità musicale fecero della versione Rossiniana un unicum del genere buffo ed ancor oggi L'Italiana in Algeri è tra i titoli più rappresentati assieme a Il Barbiere di Siviglia.

Curriculum artisti

Libretto Opera per lettura

libretto Opera per stampa

L'ITALIANA IN ALGERI
 InteroRidotto
Under 30 / Anziani
Ridotto
Circoli e Associazioni
Ridotto
Coop Adriatica
Ridotto
Under 18
Platea, Palchi e I GalleriaEuro 29,00Euro 24,50Euro 27,00Euro 25,50Euro 11,00
II GalleriaEuro 24,00Euro 20,00Euro 22,50Euro 22,00Euro 9,00
Palchi II GalleriaEuro 16,50Euro 13,00Euro 15,50Euro 14,50Euro 8,00
III GalleriaEuro 13,00Euro 10,00Euro 13,00Euro 13,00Euro 7,00
Ai prezzi indicati va aggiunto un diritto di prevendita di Euro 1,00 per ogni singolo biglietto.
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