Teatro Consorziale di Budrio

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14/02/2009

OTHELLO OPERA ROCK -spettacolo annullato-

sabato 14 febbraio 2009, ore 21,00 (prevendita dal 27 gennaio)

Prosa
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SPETTACOLO ANNULLATO

Compagnia della Quarta

OTHELLO Opera rock
Musiche Glenn Corneille, Luc Devens, Antoine Pütz, Mitch Mulders
Testi e adattamento musicale    Andrea Rizzi

Personaggi e interpreti
OTHELLO Heron Borelli
IAGO Daniele Paganelli
DESDEMONA Monia Visani
CASSIO Gabriele Foschi
EMILIA Viviana Cappelli
con la partecipazione in video di Orso Maria Guerrini nel ruolo di Brabanzio e Eva Robin’s nel ruolo di Bianca
I MALIGNI PENSIER: Patrizia Proclivi Prisca Fortini Francesco Massari Mario Coccetti     
BAND: Marco Benassi, Eros Lolli, Claudio Malaguti, Mauro Massarenti, Marco Messina           
IN VIDEO:  BRABANZIO Orso Maria Guerrini, BIANCA Eva Robin’s

Regia   Mario Coccetti

Coreografie Patrizia Proclivi
Costumi Cristina Gamberini
Disegno luci Gabriele Silva
Regia video  Lorenzo Cimmino
Suono e realizzazione basi Marco Vallin - MV Studio Service

 
immagine di scena di Othello

Othello Opera Rock, spettacolo musicale nato in collaborazione con l’Olanda,  propone una rilettura del classico shakespeariano in un contesto fuori dal tempo. Interamente cantato e suonato dal vivo, Othello fonde l’energia del rock con la suggestione del teatro fisico, in cui la gestualità è il codice dominante. Cinque cantanti, una rock band di cinque elementi e quattro danzatori che incarnano i “maligni pensieri”, figli e burattinai dell’inganno della mente umana. Una rilettura in cui ogni uomo è al tempo stesso vittima e carnefice.
Quando guardiamo un dipinto di Picasso non ci stupiamo del fatto che i soggetti siano rappresentati tramite una scomposizione di cubi. Eppure i volti nella realtà non sono fatti di cubi. In un quadro di Gaugin non ci sembra sbagliato che le forme umane abbiano colori irreali. Eppure gli uomini non sono blu. In Othello Opera Rock non raccontiamo i fatti della storia scritta da William Shakespeare, ma i pensieri e le dinamiche psicologiche universali della gelosia e dell’ira. L’uomo è immutabile nel tempo, mentre il linguaggio rappresentativo assume forme nuove, sperimentando una narrazione evocativa, guidata unicamente dal corpo e dalla musica. Un codice coreografico fatto di linee spezzate e di disequilibri, per rappresentare il disagio di sentimenti estremi e insani.
Iago è il demonio che innesca i maligni pensieri, già presenti fin dal principio in ogni personaggio così come in ogni uomo, e i pensieri fuori controllo portano alla distruzione. Una distruzione totale, al di là dell’annientamento fisico. Non importa chi vive e chi soccombe: tutti i cinque personaggi cadono nel baratro dell’annullamento. Per questo non esiste un vero colpevole se non la stessa natura umana, che costruisce la sua stessa trappola, come un ragno che resta prigioniero della propria tela. Sotto questa luce ogni uomo è al tempo stesso vittima e carnefice, e la distinzione tra innocenza e colpevolezza diviene un labile confine, che può essere mantentuto soltanto tramite la consapevolezza di essere uomo, creatura composta di luce e oscurità.